IBM zEnterprise s196. Un mostro senza pari. 3,5 miliardi di dollari, il suo sviluppo
Scritto da 100tech • Venerdì, 23 luglio 2010 • Commenti 0 • Categoria: ServerCon l'accompagnamento di brani dei Beatles, Gianfranco Previtera, Vice President Strategic Initiatives di IBM Italia ha introdotto quella che l'IBM tutta definisce una "rivoluzione epocale", "la più grande innovazione tecnologica degli ultimi 20 anni", "una tappa fondamentale di un percorso iniziato quasi 100 anni fa" (il prossimo anno la società compirà proprio 100 anni), "il sistema dei sistemi", "una nuova dimensione del computing".

Di che cosa si tratta? Di una nuova generazione di mainframe.
Termine ostico e disusato da qualche decennio perché sostituito, chissà perché, dal generico "server di fascia alta" per sottolineare grandi, grossi, poderosi calcolatori capaci di inimmaginabili prestazioni.
Per questo nuovo zEnterprise s196 IBM ha investito negli ultimi 3 anni 1,5 miliardi di dollari nel solo sviluppo hardware, con 5.000 tecnici di 18 centri di ricerca internazionali. Un analista ha stimato che IBM ne ha spesi altri 2 e più per le innovazioni software che aiutano a trarre il massimo dal nuovo mainframe.
In che cosa consiste la novità?
La maggiore è di natura concettuale. Nel corso dei decenni si sono andati a stratificare dentro le aziende una grande quantità di server dedicati ora per l'uno ora per l'altro compito-applicazione. Perché, nonostante tutti gli sforzi, si è appurato che non c'è un chip general purpose, buono per fare tutto e tutto bene. La storia ha portato a dedicare server, processori, sistemi operativi, applicazioni espressamente a certi compiti.
Ciò ha comportato la conseguenza che dentro le aziende convivono sistemi Intel che funzionano con Windows, oppure Linux, oppure processori IBM Power 7 (quelli più recenti, insomma) con la variante Unix di casa che si chiama Aix, oppure altri dialetti Linux. Nelle medio-grandi imprese è poi facile trovare i grandi server per le applicazioni "legacy" ossia senza i quali la banca, l'assicurazione, la fabbrica non va avanti.
In mezzo a tutto ciò c'è il responsabile dei sistemi informativi stritolato dagli amministratori delegati che lamentano i continui, necessari, investimenti. Il "mercato" avrebbe tanto desiderato trovare modo di gestire tutto il ferro esistente in azienda da un unico punto di coordinamento dal quale controllare, stabilire le priorità, accendere e spegnere per fare economie.


